“Corto Maltese” è probabilmente la banda disegnata più amata dagli italiani. Il marinaio con l'orecchino reso immortale dalle tavole di Hugo Pratt è stato fondamentale nell'edificazione della mia formazione come viaggiatore. La sceneggiatura che mi ha colpito di più tra tutte quelle realizzate dal maestro di Malamocco è quella dell'albo “Corte Sconta detta Arcana”: molteplici sono gli elementi che  lo rendono il mio preferito tra quelli che narrano le avventure del figlio della Nina di Gibraltar.

Vi si ritrovano infatti un po' tutti gli elementi che stuzzicano l'istinto sopito del viaggiatore, che lo provocano in maniera palese e ripetuta, costringendolo infine a metter mano a guide ed atlanti e a procedere ad un rapido esame dello stato delle proprie sostanze. E' tempo di partire nuovamente. La graphic novel più complessa tra quelle del ciclo dell'avventuriero nativo di La Valletta si apre in una delle città più amate dai viaggiatori.

Nonostante un ormai insostenibile flusso di turisti, i periodici problemi legati agli allagamenti della laguna e le difficoltà logistiche che ne caratterizzano la visita Venezia è una delle mete predilette dai viaggiatori di tutto il mondo. Non si tratta neanche di mera bellezza: il capoluogo veneto seduce i visitatori con un fascino dovuti all'unicità di una realtà che vanta numerosi tentativi di assimilazione (l'imitazione è esclusa a priori) ma che rimarrà per sempre un paradigma irraggiungibile.

Da una delle infinite, anguste calli Bocca Dorata – la sacerdotessa di Bahia la cui presenza evoca già di per sé architetture coloniali variopinte, danze sfrenate e temperature tropicali – spedisce Corto come per magia (beato lui che non deve spender soldi per un lungo volo) in una Hong Kong che non esiste più: festoni, giunche e vicoli maleodoranti sono stati soppiantati da grattacieli avveniristici, ritmi di vita accelerati e transazioni bancarie da capogiro.

La baia di Kowloon oggi incanta ancora molti turisti disposti però a scarpinare anche sulle incantevoli alture del ristretto territorio dell'ex colonia britannica. Ma è probabilmente al cospetto di essa che Corto Maltese ci viene presentato dal suo autore per l'unica volta in tutta la collana scontroso e intristito al pensiero di una donna. Poche vignette, un vago riferimento a Surabaya (popolosa e caotica città indonesiana la cui unica attrattiva è una sinagoga, l'unica in territorio indonesiano e tra l'altro in disuso causa mancanza di fedeli) e nessun nome.

“Lei”, l'unica traccia concessa al lettore: non se ne saprà più niente in tutta la saga. Le vicende si spostano quindi a Shangai, forse il simbolo più eloquente del cambiamento di rotta che ha portato il colosso cinese ad imporsi come potenza geo politica ed economica a livello mondiale, per poi assestarsi sulle traversine della Transiberiana in Russia, a ridosso di Irkutsk e Chita. Irkutsk è la porta di accesso al Lago Bajkal, uno dei più profondi del mondo.

I dintorni si prestano a splendide escursioni che permettono di ammirare paesaggi mozzafiato mentre Chita è una moderna città degna di menzione più per il suo passato legato alle vicende dei decabristi che per particolari, attuali attrattive. L'epilogo della storia avviene nello Jiangxi, un territorio della Cina ricco di estremamente scenografici terrazzamenti di riso e di coltivazioni di tè. Non sono riuscito ad appurare con esattezza se Pratt abbia adottato, in riferimento alla protagonista femminile del racconto, il nome di Shangai Lil in ossequio a quello adottato da Josef von Sternberg per la sua iconica musa Marlene Dietrich nel film “Shangai Express”. Ma non importa: abbiamo già fatto un gran bel viaggio.

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