Posts from 2018-01-12

Argentina

Distanze infinite... strade deserte e spesso sterrate, traffico ridotto al minimo, la presenza umana assai rarefatta. Altopiani spazzati da un vento implacabile e situati a quote elevate su cui svettano cime frastagliate; formazioni rocciose scolpite in forme impensabili e dipinte con tonalità intense. Pianure sconfinate.

Sparuti agglomerati dove rifornire il veicolo di carburante e assaporare una carne dal sapore leggendario, cotta a puntino su carboni ardenti. Il sorriso spontaneo e la calda accoglienza di un popolo che ha conosciuto il terrore, la crisi economica ed è tutt'ora ostaggio di un'inflazione spietata. Ci vogliono molto tempo e tanta pazienza per visitare l'Argentina, perlomeno se si vuole andare in cerca di qualcosa che esuli dagli itinerari più battuti.

Il dedalo di strade perpendicolari e parallele di Buenos Aires, gli immensi ghiacciai del sud del paese e Ushuaia, la città più a sud del mondo che guarda idealmente all'Antartide al di là dello stretto di Drake costituiscono indubbiamente le mete turistiche di richiamo maggiore per il grande pubblico; ma per chi se la sente di trascorrere numerose ore - che appaiono interminabili a dire il vero -  alla guida attraverso strade che si dissolvono nell'infinito la ricompensa è cospicua.

Le cifre sui cartelli a bordo strada possono risultare scoraggianti, specie quando non si incrocia un veicolo da ore e il cellulare non riceve alcun segnale. Ma proprio quando lo sconforto pare aver preso il sopravvento l'ottavo paese del mondo in termini di estensione gratifica i suoi ospiti con dei doni inaspettati. Pueblos che si materializzano dal nulla in cui le piazze, le scuole e le chiese brulicano di vita, oppure nugoli di cactus che si ergono spettrali nella luce del tramonto; bizzarre formazioni rocciose e strapiombi scenografici (ma fate attenzione alla carreggiata...) infondono energie insospettate al viaggiatore, che giunge infine alla meta prefissa come se si fosse spostato senza attrito, quasi sospinto benevolmente dall'incanto di una terra austera e incantevole.

Buona parte del merito dell'impresa va condiviso certamente con gli individui cui egli ha concesso un passaggio, in una dinamica di aiuto reciproco che in un contesto come quello argentino assume valenza universale. E' per questo motivo che egli rifiuta la pur sollecita proposta di dividere le spese per il propellente: lui ha messo il trasporto e il passeggero  la compagnia. Così, tra una scarpinata alle pendici dei torrioni del Paine e una scarpinata coi ramponi ai piedi nel parco “Los Glaciares” lo straniero si riscopre in attesa di un altro incontro, al riparo di un'inferriata di un bar della capitale davanti a una Quilmes o dietro l'angolo di una strada sconnessa e polverosa. L'Argentina è grande come il cuore dei suoi abitanti e la bellezza del suo territorio.

La corazzata Potemkin (1925) - Sergej Michajlovic Ejzenstejn

Sono in molti ad essere venuti a conoscenza della pellicola concepita dal genio del regista nato a Riga grazie alla famosa parodia concepita da un altro autore geniale, Paolo Villaggio. Ma chi ha poi avuto il coraggio di andare oltre all'apparenza di una tortura insostenibile e ha scommesso su un lungometraggio invece di breve durata (anche se essendone state realizzate diverse versioni i minuti totali divergono a seconda delle copie distribuite) ha letteralmente scoperto un capolavoro immortale.

La trama, basata su fatti veri ma resa attraverso cinque atti parzialmente rielaborati, racconta di una ribellione da parte dei marinai della nave da guerra che dà il titolo alla pellicola a causa di razioni di cibo marcie e piene di insetti. I fatti, che si svolgono nel 1905, vedono le autorità zariste rispondere crudelmente all'insubordinazione, tanto da ordinare ai cosacchi di aprire il fuoco contro i rivoltosi e la popolazione di Odessa che aveva espresso la solidarietà agli ammutinati.

In effetti la scena più celebre del film è stata girata sulla scalinata di Odessa - la “Scalinata Potemkin” appunto - ed è una delle sequenze più note ed amate della storia del cinema. Oggi è ormai assodato che il massacro si è svolto in altre zone della città, ma ogni turista che visita la città fondata alla fine del millesettecento dall'amante di Caterina la Grande (il generale Grygory Potemkin) si reca di gran lena a ridosso della scalinata per rievocare lungo i 192 gradini che la compongono le immagini che l'hanno resa un elemento indelebile della cinematografia.

Per gli italiani la città di Odessa riveste un significato speciale: fondata laddove sorgeva una palude per garantire uno sbocco sul Mar Nero all'Impero russo fu edificata grazie anche all'apporto di maestranze italiane. L'architetto Francesco Boffo ha realizzato proprio la celebre scalinata, mentre il porto fu ricavato nell'insenatura da un personaggio di origini mezzosangue: a memento della grande opera compiuta dal generale ispanico-napoletano Josè de Ribas è dedicata la via pedonale più importante del centro, Vulytsa Deribasivska, dove negozi dai prezzi occidentali fanno sfavillare gli occhi alle ragazze di Odessa, la cui bellezza è leggendaria, e spendere fior di quattrini ai loro fortunati spasimanti. Sovrasta la scalinata il Bulvar Prymorsky, un incantevole viale alberato dove è stata collocata una statua di Pushkin.

Il busto non è l'unico richiamo culturale della città: il Teatro dell'Opera di Odessa presenta in rassegna tutti gli anni stagioni liriche e concertistiche di livello elevato (e a prezzi popolari per gli stranieri, potenza dei diversi rapporti di forza tra le valute) e il Museo d'Arte Occidentale e Orientale invita ad aggirarsi tra le sue stanze per apprezzare tele, porcellane ed altri oggetti artistici di indubbio valore.

Odessa è una città dove agli abitanti si godono la vita. Gli inverni sono meno rigidi che nel resto del paese, così i locali sono sempre pieni di gente e le stesse strade della città vedono nei fine settimana schiere di individui di ogni età trascorrere del tempo insieme – spesso alzando un po' troppo il gomito in verità. Ma è ovviamente d'estate che la città dove Pushkin fu esiliato vibra piu' alacremente di vita.

Le spiagge e i locali notturni di Arkadia brulicano senza sosta di giovani in cerca di divertimento, e laddove un tempo l'aristocrazia russa sfuggiva la calura estiva oggi folle sciamanti cercano avventure amorose e tirano fino al mattino nella tipica atmosfera festaiola che caratterizza un po' tutte le località di mare. Lungo vie un po' decentrate è possibile ritrovare facciate di edifici finemente elaborate e squisitamente decorate, retaggio di un tempo in cui la città offriva lavoro e guadagno a tutti.

La breve storia di Odessa racconta di una fiorente comunità ebraica praticamente scomparsa a causa delle persecuzioni zariste e del fanatismo nazista, che però proprio sulle rive del Mar Nero dovette fare i conti con una resistenza irriducibile.