Posts from 2018-03-23

Pakistan

E' praticamente impossibile ricomprendere in un solo scritto tutto quello che ci sarebbe da dire sul Pakistan. La Repubblica Islamica staccatasi dalla costola indiana il 14 agosto del 1947 su impulso del suo padre fondatore, Mohammed Ali Jinnah, è uno dei paesi più misconosciuti e controversi dell'intera comunità internazionale. Noto soprattutto per un'atavica crisi diplomatica con la vicina India, per una corruzione dilagante e per aver dato sostegno logistico e politico ai Talebani- nonché per numerosi e sanguinosi attacchi terroristici- il Pakistan è un paese caratterizzato da un pluralismo paesaggistico ed architettonico a dir poco stratosferico.

Se le coste non rappresentano in verità un'attrazione imperdibile, i deserti e le pianure possono costringere i viaggiatori a trascorrere molto tempo tra templi e forti in rovina, mentre antichi santuari e suggestive moschee sono aperte ai visitatori di ogni credo e nazionalità: basta solo dimostrarsi discreti durante gli orari delle rituali preghiere.

Ma è nella vallate, nelle zone alpine e al cospetto delle montagne del paese che ci si complimenta con sé stessi per la scelta di aver sfidato pregiudizi e sguardi terrorizzati dei conoscenti giungendo infine sin qui.Ci vorrebbero giorni interi per descrivere i paesaggi montani del Pakistan, la maggior parte dei quali sono, incredibilmente, inesplorati.

Quattro dei quattordici “ottomila” del pianeta si stagliano all'interno del suo territorio, con il K2 che coi suoi 8611 metri di altitudine troneggia sul versante pakistano e su quello cinese in qualità di seconda vetta più alta del pianeta.Le vallate dell'Hunza non sono da meno in quanto a maestosità, e il Nanga Parbat vi costringerà ( senza rimpianti in verità) ad una pausa durante il vostro viaggio via terra nel paese - se optate invece per spostarvi in aereo assicuratevi un posto vicino al finestrino, non ve ne pentirete.

Ma è la gente del Pakistan che si approprierà del vostro cuore.Pashtun, Baluchi, Sindhi, Sikh, Kalash, Punjabi- nonchè una nutrita comunità di rifugiati afghani- paiono quasi attendere con impazienza il vostro arrivo, per invitarvi tra le pareti domestiche a sorseggiare uno zuccheratissimo tè, condividere un pasto, combattere l'arsura con una bibita fresca o semplicemente trascorrere pigramente del tempo insieme.

Sono ancora tanti i problemi che affliggono il paese, e a dire il vero non appaiono di rapida e facile soluzione. Ma tra un sito archeologico, una vetta incappucciata di neve, un bazar vibrante di vita e un invito caloroso il viaggiatore non se ne accorgerà neppure.

Martin Eden (1909 ) - Jack London

In quella sequela di superlativi che sono le opere di Jack London Martin Eden si staglia come una scintilla particolarmente fulgida. L'opera narra di un marinaio di umili orgini - il Martin Eden di cui al titolo - che si innamora di una ragazza appartenente alla ricca borghesia di San Francisco. E' chiaro sin da subito che la relazione si presenta difficile, poiché i genitori di Ruth non contemplano assolutamente l'eventualità di acquisire come genero uno squattrinato di bassa cultura.

Dopo una serie infinita di traversie romanzesche l'amore tra i due prevarrà, destinato però a spezzarsi perché Martin, che ha deciso di diventare uno scittore, versa in uno stato di perenne difficoltà economica a causa della difficoltà a trarre sostentamento dai suoi scritti.

Raggiunto finalmente il successo e la ricchezza la ragazza si ripresenta dall'uomo nuovo che Martin è diventato, ma è il marinaio adesso ad allontanare la donna con cui aveva sperato di poter vivere. Assillato incessantemente dalla domanda su cosa fosse cambiato in lui prima e dopo il successo il Martin disintegra ogni possibilità di lieto fine abbandonando tutto e tutti a dirigendosi verso il mare con la sua imbarcazione; uno dei suoi ultimi pensieri prima di suicidarsi scomparendo nei flutti è rivolto alle Isole Marchesi.

Le Isole Marchesi sono uno dei cinque arcipelaghi che appartengono alla Polinesia Francese. Un luogo remoto quanto incantato, dove il turismo di massa non ha ancora svilito il contesto  e in cui la bellezza del mare è solo uno degli aspetti che spingono i viaggiatori a recarsi sin qui. Non è un caso che il cuore di Martin Eden abbia rivolto uno degli ultimi pensieri proprio a questi puntini scoscesi disseminati come per capriccio nel Pacifico.

L'alter ego di Jack London ne rammenta con nostalgia l'aria satura di umidità, la dimensione quasi familiare che le pervade, lo spirito di avventura che vi si assapora come in pochi altri luoghi del pianeta.

Le Isole Marchesi rappresentano infatti quasi un'esperienza spirituale per il visitatore, essendo lontanissime dagli altri arcipelaghi dal punto di vista della distanza - sono necessarie tre ore di volo da Tahiti per raggiungerle - e delle caratteristiche del territorio: qui non ci sono barriere coralline e  spiagge e lagune non sono ammalianti come nelle altre isole. Il viaggiatore da queste parti alloggia non in costosi complessi alberghieri ( che non esistono) ma in pensioni gestite a livello familiare. Si dorme in una stanza di un'abitazione privata e si condividono i pasti coi proprietari, preghiere comprese. Si finisce molto presto per sentirsi membri non solo della famiglia ma dell'intera comunità: un bagno serale in compagnia dei marmocchi del luogo, un passaggio offerto senza averlo richiesto, la spesa in una bottega locale.

Quando le ho visitate avevo programmato un soggiorno di soli dieci giorni. Ho optato infine per restare dei giorni in più, sottraendo quindi del tempo alla visita delle altre isole. La mia destinazione seguente era Bora Bora.