Si dice che Kyoto sia una delle città più belle del mondo.

Di certo è la mia preferita.

L'Ente del Turismo Giapponese computa con orgoglio il numero preciso di templi e santuari, elargisce preziosi consigli sulle ryokan in cui soggiornare, calcola con un margine di errore prossimo allo zero il giusto periodo della fioritura dei ciliegi.

I giapponesi stessi suggeriscono di recarsi in visita alla città anche in autunno, quando i colori del fogliame degli alberi che abbelliscono i numerosi parchi sono stupefacenti. A Kyoto la proverbiale efficienza dei mezzi di trasporto giapponesi risulta, come dire, inessenziale, poiché il reticolato in cui è geomatricamente suddiviso il centro della città - che non è una megalopoli come Tokyo - si presta perfettamente ad essere esplorato in bicicletta.

Suggerire un itinerario è impossibile: intendo dire che dovrei tenervi incollati a leggere questo blog per intere ore, mentre numerose sono le guide accurate che possono accompagnarvi nella visita permettendovi di godere appieno del pluralismo paesaggistico ed architettonico di Kyoto.

Vi saluto dunque con un consiglio che spero mettiate in pratica: programmate un soggiorno di almeno una settimana a Kyoto. Il classico tour prevede tre o quattro giorni di permanenza, e i visitatori ripartono sempre soddisfatti alla volta della seguente destinazione. Ma se vi tratterrete qualche giorno in più consentirete alla città di adottarvi, regalerete a voi stessi interessanti gite fuori porta (il Kurama-Dera è da non perdere, segnatelo sul vostro taccuino!) e darete modo ai giapponesi di abituarsi alla vostra presenza e considerarvi ospiti e non turisti.

Dovrete alzarvi di buon'ora e scarpinare ( o pedalare) parecchio; preparatevi a un'indigestione di tegole, statue e portali e non dimenticate i musei.

Ho dimenticato qualcosa?... Ah sì: ovviamente, portatevi la macchina fotografica!

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