E' praticamente impossibile ricomprendere in un solo scritto tutto quello che ci sarebbe da dire sul Pakistan. La Repubblica Islamica staccatasi dalla costola indiana il 14 agosto del 1947 su impulso del suo padre fondatore, Mohammed Ali Jinnah, è uno dei paesi più misconosciuti e controversi dell'intera comunità internazionale. Noto soprattutto per un'atavica crisi diplomatica con la vicina India, per una corruzione dilagante e per aver dato sostegno logistico e politico ai Talebani- nonché per numerosi e sanguinosi attacchi terroristici- il Pakistan è un paese caratterizzato da un pluralismo paesaggistico ed architettonico a dir poco stratosferico.

Se le coste non rappresentano in verità un'attrazione imperdibile, i deserti e le pianure possono costringere i viaggiatori a trascorrere molto tempo tra templi e forti in rovina, mentre antichi santuari e suggestive moschee sono aperte ai visitatori di ogni credo e nazionalità: basta solo dimostrarsi discreti durante gli orari delle rituali preghiere.

Ma è nella vallate, nelle zone alpine e al cospetto delle montagne del paese che ci si complimenta con sé stessi per la scelta di aver sfidato pregiudizi e sguardi terrorizzati dei conoscenti giungendo infine sin qui.Ci vorrebbero giorni interi per descrivere i paesaggi montani del Pakistan, la maggior parte dei quali sono, incredibilmente, inesplorati.

Quattro dei quattordici “ottomila” del pianeta si stagliano all'interno del suo territorio, con il K2 che coi suoi 8611 metri di altitudine troneggia sul versante pakistano e su quello cinese in qualità di seconda vetta più alta del pianeta.Le vallate dell'Hunza non sono da meno in quanto a maestosità, e il Nanga Parbat vi costringerà ( senza rimpianti in verità) ad una pausa durante il vostro viaggio via terra nel paese - se optate invece per spostarvi in aereo assicuratevi un posto vicino al finestrino, non ve ne pentirete.

Ma è la gente del Pakistan che si approprierà del vostro cuore.Pashtun, Baluchi, Sindhi, Sikh, Kalash, Punjabi- nonchè una nutrita comunità di rifugiati afghani- paiono quasi attendere con impazienza il vostro arrivo, per invitarvi tra le pareti domestiche a sorseggiare uno zuccheratissimo tè, condividere un pasto, combattere l'arsura con una bibita fresca o semplicemente trascorrere pigramente del tempo insieme.

Sono ancora tanti i problemi che affliggono il paese, e a dire il vero non appaiono di rapida e facile soluzione. Ma tra un sito archeologico, una vetta incappucciata di neve, un bazar vibrante di vita e un invito caloroso il viaggiatore non se ne accorgerà neppure.

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