Distanze infinite... strade deserte e spesso sterrate, traffico ridotto al minimo, la presenza umana assai rarefatta. Altopiani spazzati da un vento implacabile e situati a quote elevate su cui svettano cime frastagliate; formazioni rocciose scolpite in forme impensabili e dipinte con tonalità intense. Pianure sconfinate.

Sparuti agglomerati dove rifornire il veicolo di carburante e assaporare una carne dal sapore leggendario, cotta a puntino su carboni ardenti. Il sorriso spontaneo e la calda accoglienza di un popolo che ha conosciuto il terrore, la crisi economica ed è tutt'ora ostaggio di un'inflazione spietata. Ci vogliono molto tempo e tanta pazienza per visitare l'Argentina, perlomeno se si vuole andare in cerca di qualcosa che esuli dagli itinerari più battuti.

Il dedalo di strade perpendicolari e parallele di Buenos Aires, gli immensi ghiacciai del sud del paese e Ushuaia, la città più a sud del mondo che guarda idealmente all'Antartide al di là dello stretto di Drake costituiscono indubbiamente le mete turistiche di richiamo maggiore per il grande pubblico; ma per chi se la sente di trascorrere numerose ore - che appaiono interminabili a dire il vero -  alla guida attraverso strade che si dissolvono nell'infinito la ricompensa è cospicua.

Le cifre sui cartelli a bordo strada possono risultare scoraggianti, specie quando non si incrocia un veicolo da ore e il cellulare non riceve alcun segnale. Ma proprio quando lo sconforto pare aver preso il sopravvento l'ottavo paese del mondo in termini di estensione gratifica i suoi ospiti con dei doni inaspettati. Pueblos che si materializzano dal nulla in cui le piazze, le scuole e le chiese brulicano di vita, oppure nugoli di cactus che si ergono spettrali nella luce del tramonto; bizzarre formazioni rocciose e strapiombi scenografici (ma fate attenzione alla carreggiata...) infondono energie insospettate al viaggiatore, che giunge infine alla meta prefissa come se si fosse spostato senza attrito, quasi sospinto benevolmente dall'incanto di una terra austera e incantevole.

Buona parte del merito dell'impresa va condiviso certamente con gli individui cui egli ha concesso un passaggio, in una dinamica di aiuto reciproco che in un contesto come quello argentino assume valenza universale. E' per questo motivo che egli rifiuta la pur sollecita proposta di dividere le spese per il propellente: lui ha messo il trasporto e il passeggero  la compagnia. Così, tra una scarpinata alle pendici dei torrioni del Paine e una scarpinata coi ramponi ai piedi nel parco “Los Glaciares” lo straniero si riscopre in attesa di un altro incontro, al riparo di un'inferriata di un bar della capitale davanti a una Quilmes o dietro l'angolo di una strada sconnessa e polverosa. L'Argentina è grande come il cuore dei suoi abitanti e la bellezza del suo territorio.

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