Gallipoli

 

“Non chiedere nulla che sia contrario alla legge; le raccomandazioni sono il cancro che uccide il merito”.
LUIGI SANSO'
europeista e sindaco di Gallipoli (1956/1958)

 “Gallipoli” deriva dal greco “Kalè Polis”. Sta a significare “Città bella”. Ad ogni abitante del luogo la traduzione è stata più che resa oserei dire inculcata fino all'esasperazione da ogni docente che nella cittadina abbia svolto il proprio incarico, ma forse non tutti coloro che visitano il posto sono edotti allo stesso modo del perché sia proprio questo il toponimo che identifica una delle località turistiche più celebri di un paese in cui le meraviglie abbondano. In ogni caso, che il posto sia davvero stupendo è quello che pensano tutti, ma proprio tutti, appena prendono contatto con la realtà locale.
A meno che si provenga dai comuni limitrofi situati nell'entroterra salentino e dal finis terrae di Santa Maria di Leuca, dove il Mar Jonio e l'Adriatico si fondono insieme in uno degli scenari tra i più incantevoli e scenografici del bacino del Mediterraneo, a Gallipoli si giunge percorrendo la Strada Statale 101 che si snoda dal capoluogo di provincia Lecce fino, appunto, a raggiungere la città di Gallipoli per poi terminare bruscamente a Santa Maria di Leuca, ultima propaggine di Puglia, distante dal confine regionale col Molise quanto Parigi da Londra. Che si tratti dell'ultimo tratto di un percorso chilometrico iniziato in altre regioni d'Italia o addirittura all'estero, o del necessario corollario di un volo atterrato all'aeroporto di Brindisi o ancora di un viaggio in treno che preveda come capolinea la stazione ferroviaria di Lecce e  quindi poi un ulteriore tratto in automobile fino a Gallipoli; che sia la prima volta che qualcuno vi si rechi in visita o l'ennesima che si torna al paese per le feste o le vacanze, la sensazione è sempre uguale: Gallipoli rimane un'indicazione chilometrica tracciata sulla segnaletica finché si giunge sulla “serra”, un'altura che, situata a pochi chilometri dall'abitato costituisce un vero e proprio balcone naturale da cui il viaggiatore sperimenta un primo assaggio di ciò che lo aspetta. A ridosso di un ristorante  che nel millennio passato era uno degli esercizi più noti dell'intero circondario, “Il Saraceno” (ma ora l'attività ha mutato denominazione), la vista sul lato esposto a tramontana di Gallipoli è di quelle che non si dimenticano facilmente. E' un biglietto da visita che nemmeno il più sagace degli agenti di viaggio avrebbe potuto escogitare, poiché dopo più di trenta chilometri percorsi quasi in linea retta attraverso un paesaggio piatto circondato da uliveti ecco che, di colpo, ma proprio all'ultimo metro, la carreggiata vira bruscamente a sinistra su un viadotto che conduce le vetture verso il basso, ma la vera sorpresa è ciò che si presenta alla vista sul lato del passeggero. Non accontentatevi di uno sguardo fugace, nemmeno rallentando l'andatura: il viadotto conduce subito gli automezzi al livello del mare (ma, beninteso, in questo punto del tragitto la costa è ancora lontana) cosicché l'improvvisa visione si tramuta, nel volgere di pochi secondi e metri, nel dolente rimpianto di essersi lasciati sfuggire una sensazione sublime. E' molto meglio dunque arrestare il veicolo, ma non azionando le quattro frecce. Spegnete il motore, e prendetevi tutto il tempo necessario per godervi il paesaggio. Ne vale davvero la pena.
 Il mare, innanzitutto. La distesa d'acqua pare dilatarsi all'inverosimile (ma in una giornata particolarmente limpida le montagne della Calabria costituiscono un limite etereo e al contempo  inoppugnabile, a significare che nel Mediterraneo nessun luogo è veramente lontano) ma qui il contrasto tra la distesa di cobalto e il verde degli uliveti, cui fa da sfondo un cielo quasi sempre limpido, si stempera in un'osmosi cromatica che fa risaltare ancor di più la bellezza e l'unicità del paesaggio. In prima vista risaltano gli edifici più alti di Rivabella, agglomerato funzionale esclusivamente al turismo estivo, preso d'assalto, durante l'alta stagione turistica, da vacanzieri non residenti e da salentini che in anni passati vi hanno acquistato la villa al mare (o che la hanno ereditata da genitori previdenti) ma piacevolmente tranquillo e silenzioso nel resto dell'anno. Spingersi  sin qui a fare il bagno in ottobre, quando si trova parcheggio a volontà (provate a venirci in agosto...) e la spiaggia è tutta per voi è una goduria sublime.
Ma è spostando l'occhio al di là della prima immagine che si comincia a intuire il perché di tutti quei consigli che alla fine ti hanno spinto a venire fin qui a trascorrere le ferie. Sullo sfondo, il versante di Gallipoli che idealmente guarda a Taranto, il porto e  il solito susseguirsi di abitazioni, certo, ma soprattutto il grattacielo, che si staglia come il ponte di comando di un relitto della Laguna di Chuuk sugli edifici che lo circondano e infine, ovviamente, un primo assaggio della portata principale: la Città Vecchia, il centro storico, la prima donna che insieme agli splendidi fondali marini, rocciosi e sabbiosi, ruba la scena a tutto il resto -pur di non secondaria importanza- che la cittadina ha da offrire.
Alle acque del Mar Jonio risponde per le rime la distesa di alberi di olivo: volgendo lo sguardo verso l'entroterra il verde degli uliveti ricopre ogni singolo centimetro su cui si posi il campo visivo, e ci si ritrova così ben disposti a perdonare alle tre torri dell'ospedale nuovo, gemelle per caratteristiche e dimensioni, di stagliarsi abusivamente nel bel mezzo del paesaggio e per giunta nel punto più  alto, che per farle sparire bisognerebbe ricorrere a Photoshop. I tre cubi di cemento armato, incompatibili con la vegetazione circostante come due gruppi sanguigni differenti, in questo caso però possono essere considerati come donatori universali: ciò che si presenta alla vista incanta a tal punto che  la loro presenza finisce comunque per non  pregiudicare l'armonia del tutto. Potete scattare una foto, o metter mano al binocolo; osservare in silenzio o additare un particolare punto. Ma è in questo momento che siete giunti davvero a Gallipoli. Infatti, dopo esser risaliti in vettura tutti scossi da una sensazione di contagioso entusiasmo, quando giungerete dopo pochi minuti al cartello di benvenuto col limite di velocità e il divieto di segnalazione acustica sappiate che starete attraversando nient'altro che un ingresso amministrativo.