Tinian

“Se il nemico si trovasse a conquistare Tinian ce lo ritroveremo nel giardino di casa.”
HIROHITO
124 ° Imperatore giapponese

Vi sono dei luoghi al mondo che per ragioni di particolare bellezza, semplice posizione geografica o  ragioni di mera tendenza finiscono per attrarre un numero molto elevato di visitatori.
Per contro ve ne sono altri che non presentano attrattive tali da spingere alcuno ad investire tempo e denaro nell'impresa di raggiungerli.
Altre località ancora rivestono un'importanza tutta particolare per determinati individui, i quali vi si recano in visita per ragioni che prescindono dal mero svago. Si pensi ad esempio a Sagunto, la cittadina della Comunità Valenciana celebre per aver costituito il casus belli della Seconda Guerra Punica, avendola scelta Annibale come provocazione artificiosa per istigare i Romani alla guerra, oggetto di visita da parte di chi si interessi di storia. E' ancora il caso del campo di battaglia di Bannockburn, caro ai patrioti scozzesi poiché è qui che nel XIII secolo gli indomiti guerrieri guidati da William Wallace hanno guadagnato al loro paese la libertà. O infine si consideri il Kokoda  Track, un massacrante itinerario a piedi che si snoda all’interno della foresta pluviale della Papua Nuova Guinea, percorso ogni anno da migliaia di australiani, in memoria dei compatrioti che vi hanno perso la vita nel corso dell'ultimo conflitto mondiale allo scopo di difendere i confini del proprio paese da invasioni nemiche. Questi luoghi attirano i visitatori perché risvegliano nel loro animo intense emozioni a prescindere dalla bellezza del sito in sé, che invece può non rappresentare nient'altro che un toponimo per chi non avverta con esso alcun particolare legame, o tutt'al più consistere in una località che messa a confronto con altre non trasmette quella particolare forma di seduzione che ogni viaggiatore conosce molto bene.
L'isola di Tinian fa parte dell'Arcipelago delle Isole Marianne, un gruppo di territori composto da due scogli maggiori, Saipan e Tinian, una terza isola molto più piccola, Rota, e altre formazioni rocciose di dimensioni quasi insignificanti. Siamo in Micronesia, una catena di isole appunto che si estende dallo Stato di Palau, a sud-est delle Filippine, fino alle Isole Marshall, l'ultimo arcipelago che si incontra in quella parte di Oceano Pacifico a nord dell'Equatore prima di giungere in territorio americano alle Isole Hawaii.
Appartengono alla Micronesia anche le  nazioni di Yap, Chuuk, Pohnpei e Kosrae, quattro realtà totalmente distinte tra loro ma raggruppate sotto l'artificiosità di un'invenzione geopolitica che risponde al nome di Stati Federati di Micronesia.
E' Saipan a fare gli onori di casa nell'arcipelago delle Marianne. Non si tratta di un'isola particolarmente bella, bisogna riconoscerlo: le spiagge, poche e striminzite, non incantano i visitatori come invece avviene in altre località del Pacifico e, di primo acchito, al di fuori dei centri abitati, può capitare di avvertire un certo senso di desolazione. Gli imprenditori e l'amministrazione locale hanno però aggirato l'ostacolo con lodevole sagacia. Profittando della vicinanza col Giappone e con Guam, principale avamposto a stelle e strisce dell'area, e grazie a un’offerta che ricomprende una rete di servizi ricettivi che spazia dagli hotel di lusso e sistemazioni di media categoria fino agli alloggiamenti più economici, cui si aggiunge la possibilità di dedicarsi allo shopping in centri commerciali che non temono confronti con quelli delle più grandi metropoli, gli intraprendenti abitanti del luogo possono regolarmente fare affidamento sugli introiti provenienti da una clientela abituale di nazionalità statunitense, nipponica e russa, cui si aggiungono ovviamente numerosi visitatori occasionali. Ulteriori attività turistiche all’insegna di sport acquatici e improntate alla visita di siti storici risalenti al secondo conflitto mondiale completano il quadro.  A Saipan c'è molto da fare, tanto da spendere, poco tempo per riflettere.
Di certo la capitale dello stato è una località rinomata, e chi torna a casa dopo avervi trascorso un periodo di ferie assai raramente ha delle lamentele da esporre.
A una manciata di chilometri a nord dell'isola, a distanza di appena cinque minuti di volo a bordo di un aeroplanino in cui c'è posto solo per  tre passeggeri (più il pilota, ovviamente) sorge la seconda isola per dimensioni dell'arcipelago, Tinian, simile alla prima per estensione , ma che da essa differisce sotto ogni altro aspetto.
Fa un certo  effetto recarsi all'aeroporto internazionale di Saipan e veder atterrare aeroplani mastodontici,  da cui fuoriescono frotte di turisti carichi di bagagli, quasi isterici nella loro brama di divertimento. Nella loro folle corsa verso il banco dell'ufficiale di frontiera che rilascerà loro il timbro d'ingresso (ciascun passeggero tenta di arrivare al desk in  anticipo rispetto ai compagni di viaggio, per non esser poi costretto ad  attendere in fila anche più di mezz'ora), si può già intuire il tenore della vacanza che li attende e che hanno da tempo programmato: ore trascorse in resort costosissimi dotati di tutti i comfort, escursioni organizzate saltuariamente giusto per smarcarsi parzialmente dalla routine di un pacchetto preconfezionato, e infine shopping dopo il calar del sole, allorquando spiagge e piscine si svuotano – ma molti visitatori cercano solo e soltanto un antidoto allo stress della propria quotidianità, cosicché non è difficile indovinare che tutti costoro trascorreranno l'intero periodo a disposizione all'interno del resort, a smaltire le scorie di una attività professionale alquanto ben remunerata ma al contempo micidiale sotto il punto di vista delle pressioni che provengono dai piani alti dell'azienda, contraltare immancabile di ogni posizione lavorativa di responsabilità.